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L’Osteria

Era il 1920 e Luigi Zamparini acquistò il primo locale che ancora oggi è parte della fraschetta. Nei primi anni il locale fu adibito a ricovero per il cavallo e a magazzino dei vari prodotti che venivano raccolti nei terreni di proprietà di Luigi.
Fu Luigi a scavare personalmente, piccone alla mano, la grotta che ancora oggi è visitabile e a cui si accede dalla sala più antica della fraschetta.
La grotta divenne un rifugio per diverse persone durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale in cui il ponte, che oggi è un ponte monumentale, fu distrutto.

Finita la guerra la famiglia di Luigi tornò a dedicarsi alla lavorazione dei propri terreni e quindi alla produzione di vino, vino che Mario e Quinto, figli di Luigi, vendevano nel locale acquistato dal loro padre utilizzandolo alternativamente. I figli di Mario e Quinto continuarono questa attività: la vendita del vino di produzione propria.

La normale clientela era composta da coloro che andavano a passare il loro tempo con gli amici per giocare a carte e fare due chiacchiere, ordinando la famosa foglietta cioè il mezzolitro di vino. C’erano poi tra i clienti dei giorni di festa i così detti fagottari, cioè coloro che da Roma si spostavano verso i castelli per la gita fuori porta e portavano i loro fagotti con il cibo che consumavano in osteria dove potevano bere ottimo vino di produzione familiare.Osteria da Angelo, di Silvia Zamparini, la fraschetta più antica di Ariccia

Negli anni ’70 Angelo, figlio di Mario, rileva le quote del locale dallo zio e ne diventa a tutti gli effetti unico proprietario.
In quegli anni per poter vendere il vino di produzione propria, la legge prevedeva l’unico onere del patentino comunale, il che in sostanza altro che non era il pagamento di una tassa.

Ovviamente l’osteria che andava aumentando la sua clientela non poteva offrire esclusivamente vino, ma abbinava ad esso acqua e la famosa e ricercatissima gassosa, per la vendita delle quali era necessario possedere una licenza.
La licenza avrebbe comunque incluso altri tipi di prodotti e quindi si poteva offrire oltre che le bevande anche del cibo. Quello che oggi chiameremmo un buffet freddo.

Al lavoro di Angelo si unisce il lavoro di sua figlia Silvia e con la nuova offerta gli affari sembrano procedere nel verso giusto, tanto che negli anni ’90 viene acquistato il locale adiacente e si decide di aggiungere la cucina e l’attività passa a pieno titolo nelle mani di Silvia.

Inizia quindi l’effettiva attività della fraschetta come noi oggi la conosciamo.

Anticamente la fraschetta era chiamata così perchè quando c’era il vino nuovo, veniva posta sull’entrata una frasca che indicasse agli avventori appunto l’arrivo del nuovo vino.

Da allora ad oggi l’attività dell’Osteria da Angelo ha proseguito il suo percorso, offrendo sempre vino e altre specialità di produzione propria mantenendo alta la tradizione del “fatto in casa”.